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Documentazione e preservazione di strutture non scavabili |
A volte, attraverso la documentazione letteraria o fonti orali, si conosce l’esistenza di resti archeologici che attualmente si trovano interrati in aree nelle quali non è possibile o conveniente realizzare scavi archeologici (strade ad alto traffico, fondamenta di chiese etc.) La prospezione con i diversi sistemi geofisici dell’area e la registrazione puntuale dei risultati permettono di ottenere informazioni riguardo alla composizione di questi giacimenti, direttamente dalla superficie, senza intaccare il sottosuolo e ottenere, così, una forma alternativa allo scavo per documentare il sito. In Inghilterra, i servizi per il patrimonio (English Heritage) utilizzano già questa tecnica di prospezione come strumento abituale per la documentazione dei siti archeologici e la loro registrazione nella carta archeologica del paese. | ||
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